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Quando si pensa alla lettura, l’immagine più immediata è quella di una persona sola con un libro tra le mani. Esiste però anche un’altra dimensione della lettura: quella condivisa.

Tutte le volte che le storie entrano in uno spazio comune — per esempio un circolo o una biblioteca — la lettura cambia forma: il libro resta al centro, ma intorno alle pagine si apre uno spazio di incontro tra persone, voci e visioni.

La conversazione che nasce attorno ai testi può sostenere e facilitare l’ascolto di punti di vista diversi. Il libro diventa così un terreno comune da cui partire per dialogare.

In questo senso le storie funzionano come dispositivi simbolici: consentono di avvicinarsi a temi complessi, personali o sociali attraverso la mediazione del racconto, creando uno spazio di parola in cui ciascuna persona può riconoscersi e prendere posizione.

 

Le storie come terreno di confronto

Ogni persona arriva a un incontro di lettura con la propria esperienza e il proprio modo di guardare il mondo: lo stesso testo può generare reazioni molto diverse: una frase colpisce più di altre, un passaggio richiama un ricordo, un personaggio suscita simpatia oppure dissenso.

Questa pluralità rende la conversazione viva e spesso sorprendente, perché le storie funzionano come uno spazio simbolico condiviso: permettono di incontrarsi attorno a qualcosa di comune pur partendo da prospettive differenti.

La lettura condivisa rende visibile un aspetto spesso poco considerato della lettura: il fatto che i significati di un testo non si esauriscono nell’interpretazione individuale, ma si co-costruiscono anche nel dialogo tra lettrici e lettori.

 

Quando il gruppo prende forma

Con il passare degli incontri succede qualcosa di interessante. Il gruppo non resta soltanto un appuntamento dedicato ai libri e, nel tempo, si costruisce un clima di familiarità e di fiducia dove la conversazione può diventare più libera.

Le persone non portano solo i libri che hanno letto, ma anche pensieri, domande, frammenti di esperienza. Le storie restano il punto di partenza, mentre il gruppo diventa gradualmente uno spazio di relazione.

Così, incontro dopo incontro, prende forma una piccola comunità. Un gesto culturale, dunque, che però assume anche una dimensione profondamente sociale e comunitaria.

Nel tempo diventa evidente che le storie non producono soltanto interpretazioni diverse, ma favoriscono anche la costruzione di legami, fiducia e curiosità reciproca.

Negli ultimi anni molte realtà culturali hanno iniziato a riconoscere il valore dei gruppi di lettura non solo come attività legata ai libri, ma anche come occasione di relazione tra le persone.

Incontrarsi per parlare di una storia significa condividere tempo, ascoltare punti di vista diversi e dare spazio a una conversazione che non ha bisogno di correre. È un tempo lento, come lo definisce Chiara Faggiolani, che permette alla conversazione di svilupparsi con calma e alle interpretazioni di emergere gradualmente.

Non a caso, in diversi studi sulla lettura condivisa e sui reading groups e shared reading, queste esperienze vengono osservate come contesti in cui la narrazione favorisce processi di riconoscimento reciproco, partecipazione culturale e costruzione di senso condiviso.

Per questo motivo, in diversi contesti internazionali, esperienze di lettura condivisa vengono osservate con interesse anche da chi si occupa di relazioni nei territori e di psicologia delle comunità. Le storie non risolvono problemi, ma possono contribuire ad aprire spazi di parola e di incontro.

 

Sguardi che si spostano

Una storia può lasciare tracce inattese: una frase continua a tornare alla mente nei giorni successivi, oppure uno sguardo diverso apre una prospettiva nuova.

Quando questo avviene all’interno di un gruppo, l’esperienza si arricchisce delle parole e delle interpretazioni delle altre persone. Il dialogo che nasce attorno al libro consente di osservare lo stesso testo da molte angolazioni diverse.

In questo senso la lettura condivisa non è soltanto un momento di discussione su un libro, ma un’esperienza che mette in movimento interpretazioni, memorie e prospettive.

 

L’esperienza di leggere insieme

Il Gruppo di Lettura LeggiAmo | Letture condivise a KM0 è nato proprio da questa esigenza, che ha dato energia e corpo al desiderio e ha generato un gruppo che nel tempo è diventato uno spazio di confronto tra lettori e lettrici, dove le storie continuano ad aprire conversazioni che spesso vanno oltre il libro.

Nel corso degli anni gli incontri hanno coinvolto lettrici e lettori diversi per età, esperienze e percorsi di vita, mostrando come la lettura condivisa possa generare dialoghi inattesi e interpretazioni molto differenti tra loro.

Ogni incontro è diverso: cambiano i testi, cambiano le interpretazioni, cambiano le risonanze che le pagine suscitano nelle persone presenti. Resta però la stessa possibilità: ritrovarsi attorno alle parole e lasciare che le storie facciano il loro compito.

 

Un tempo condiviso

 In un tempo, il nostro, in cui molte relazioni passano attraverso gli schermi, incontrarsi per parlare di un libro custodisce un valore prezioso perché gesti semplici come sedersi in cerchio, leggere alcune pagine e ascoltare le voci delle altre persone possono essere generativi di uno spazio di incontro e un tempo di ascolto in cui le storie si confrontano, si arricchiscono e tornano in circolo.

Non tanto per trovare risposte definitive, quanto per aprire domande e possibilità di sguardo.