Questo pomeriggio, alla Biblioteca civica Cesare Pavese di Torino, si è svolto l’incontro “Agricoltura e agricultura – sostantivi femminili”, promosso dalle Donne di Mirafiori Sud in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
Letture, interventi, musica. Storie diverse raccolte attorno a un tema comune: il lavoro delle donne nella terra, tra memoria e sostenibilità.
La sala era gremita! Quando si parla di donne e di agricoltura, si tocca qualcosa di essenziale.
Nel mio intervento sono partita da una frase semplice: l’economia è cura. È il titolo del libro di Ina Praetorius che ha guidato la mia riflessione.
Dire che l’economia è cura significa spostare il centro.
Prima delle merci vengono i corpi.
Prima dei numeri vengono le relazioni.
Prima della produttività viene la possibilità che la vita continui.
Le donne che lavorano la terra lo sanno.
La terra non risponde alla fretta.
Non cresce sotto pressione.
Non produce senza attenzione.
Coltivare significa rispettare i tempi e accompagnare i processi, con cura. È un sapere concreto, maturato nell’esperienza.
Nel mio lavoro di psicologa incontro lo stesso principio cardine. Nessuna trasformazione autentica nasce dalla forzatura. Così come il contesto può sostenere il cambiamento, e la cura non è un gesto secondario: è la condizione che lo rende possibile.
Parlare di cura, allora, non significa assegnare alle donne un ruolo.
Significa riconoscere che ciò che storicamente è stato affidato alle donne – la custodia della vita – è in realtà l’infrastruttura di ogni società.
Le donne contadine non rappresentano un simbolo romantico. Rappresentano una competenza: sanno tenere insieme produzione e relazione, fatica e responsabilità, memoria e futuro.
Oggi credo che il sapere delle donne della terra non sia un capitolo laterale della storia economica.
È una grammatica alternativa del vivere.
E forse è da lì che dobbiamo ripartire.
Per me è stato un onore poter portare questa riflessione come parte delle Donne di Mirafiori Sud, un gruppo di donne che continua a generare pensiero e relazione nel territorio e del quale faccio, con orgoglio, parte.
Un grazie alla Biblioteca civica Cesare Pavese per l’accoglienza e per aver reso possibile uno spazio così partecipato.
https://bct.comune.torino.it/eventi-attivita/letture-ad-alta-voce/agricoltura-e-agricultura-sostantivi-femminili


