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Agenda piena.
Decisioni continue.
Richieste simultanee.

Margini ridotti.

Chi ricopre ruoli di responsabilità conosce questa condizione: essere punto di riferimento, garantire continuità, mantenere lucidità sotto pressione.

Quando il carico si stratifica e il ritmo diventa costante, la questione non è la quantità di lavoro, ma la sostenibilità del ruolo.

È qui che emerge il sovraccarico professionale.

Riduzione del margine interno

Il sovraccarico raramente coincide con il crollo; si manifesta come progressiva riduzione del margine decisionale interno.

Minore energia disponibile.
Maggiore rigidità cognitiva.
Difficoltà a interrompere l’attivazione mentale.

La ricerca sul lavoro ad alta intensità evidenzia come l’equilibrio tra richieste e risorse sia centrale per la salute psicologica (Schaufeli & Taris, 2014). Quando le richieste superano stabilmente le risorse disponibili, il sistema entra in una condizione di consumo prolungato.

Il modello domanda–controllo (Karasek, 1979) mostra come carichi elevati associati a limitato margine decisionale incidano sulla qualità della regolazione emotiva e sulla tensione psicologica.

La teoria della conservazione delle risorse (Hobfoll, 1989) descrive lo stress come perdita progressiva di risorse percepite. Quando il reintegro si riduce, la tensione tende a stabilizzarsi.

Il sovraccarico, in questa prospettiva, è squilibrio.
È consumo.

Identità ad alta responsabilità

Chi occupa posizioni apicali o di elevata autonomia professionale ha costruito nel tempo un’identità fondata su competenza, affidabilità e controllo.

È la persona a cui ci si rivolge, quella che tiene insieme.

Nel tempo, questa identità può irrigidirsi. La richiesta interna di tenuta diventa standard permanente. La pressione viene integrata nel funzionamento ordinario.

La competenza richiede risorse.
La responsabilità richiede margine.

Quando il margine si riduce, la qualità delle decisioni ne risente: maggiore irritabilità, minore tolleranza all’incertezza, difficoltà a delegare, tensione persistente.

Il sistema continua a funzionare, ma con un costo crescente.

Donne professioniste e doppia intensità

Per molte donne e per chi si trova a sostenere una doppia responsabilità professionale e relazionale, la pressione assume una configurazione ulteriore.

Alla complessità del ruolo professionale si somma la gestione di equilibri relazionali e organizzativi nella sfera privata. I dati internazionali mostrano come le donne in posizioni qualificate riportino livelli elevati di pressione legata alla gestione simultanea di lavoro e vita personale (McKinsey & Company & LeanIn.Org, 2025).

La richiesta implicita è continuità: presenza competente sul lavoro, presenza affidabile altrove.

Nel tempo, questa doppia intensità può produrre un carico cumulativo: la soglia di tolleranza si abbassa e la rigidità aumenta.

Le dinamiche descritte possono assumere configurazioni differenti a seconda delle traiettorie personali, delle identità di genere e dei contesti di vita. Ciò che accomuna molte esperienze è la difficoltà a ridefinire standard interni diventati particolarmente esigenti.

Sostenibilità come scelta professionale

La sostenibilità professionale riguarda la qualità del margine interno.

Significa:

  • rileggere il carico effettivo
  • ridefinire priorità e confini
  • distinguere responsabilità reali da automatismi
  • reintegrare risorse cognitive ed emotive
  • recuperare lucidità decisionale

Non si tratta di alleggerire il ruolo, si tratta di renderlo sostenibile nel tempo.

La solidità professionale si misura nella capacità di attraversare fasi intense preservando qualità interna e chiarezza.

Intervenire nella fase di sovraccarico significa preservare continuità, autorevolezza, capacità di scelta.

Il percorso viene definito sulla base delle caratteristiche specifiche della persona e del contesto professionale in cui opera, nel rispetto della complessità di ogni situazione.

Se stai attraversando un periodo di pressione elevata e senti l’esigenza di uno spazio riservato e strutturato per ristabilire margine e lucidità, è possibile intraprendere un lavoro mirato sulla sostenibilità del tuo ruolo.

La sostenibilità non è una concessione, è una scelta strategica di responsabilità.

 

Riferimenti essenziali

Hobfoll, S. E. (1989). Conservation of resources: A new attempt at conceptualizing stress. American Psychologist, 44(3), 513–524. 
https://doi.org/10.1037/0003-066X.44.3.513

Karasek, R. A. (1979). Job demands, job decision latitude, and mental strain: Implications for job redesign. Administrative Science Quarterly, 24(2), 285–308. 
https://doi.org/10.2307/2392498

Maslach, C., & Leiter, M. P. (2016). Understanding the burnout experience: Recent research and its implications for psychiatry. World Psychiatry, 15(2), 103–111. 
https://doi.org/10.1002/wps.20311

McKinsey & Company, & LeanIn.Org. (2025). Women in the workplace
https://womenintheworkplace.com

Schaufeli, W. B., & Taris, T. W. (2014). A critical review of the Job Demands–Resources Model: Implications for improving work and health. In G. F. Bauer & O. Hämmig (Eds.), Bridging occupational, organizational and public health (pp. 43–68). Springer. 
https://doi.org/10.1007/978-94-007-5640-3_4