Possiamo desiderare un cambiamento e, nello stesso tempo, provare paura. Sentirci felici per una nuova opportunità e avvertire tristezza per ciò che stiamo lasciando. Voler bene a una persona e attraversare anche rabbia, delusione o bisogno di distanza.
Di fronte a esperienze come queste, può sorgere il desiderio di capire quale sia l’emozione “vera”, quasi che una debba prevalere e rendere meno autentica l’altra. La nostra esperienza emotiva, però, può accogliere sfumature diverse, persino apparentemente opposte, perché una stessa situazione può avere per noi più significati.
Dare spazio a questa complessità può aiutarci a comprendere meglio ciò che stiamo vivendo e ad avvicinarci con maggiore curiosità alle diverse parti della nostra esperienza.
Quando proviamo più di un’emozione
Nella ricerca psicologica si parla di emozioni miste per descrivere la compresenza di vissuti emotivi positivi e negativi. Alcuni studi mostrano che, in determinate circostanze, felicità e tristezza possono essere percepite nello stesso momento, soprattutto davanti a esperienze che racchiudono insieme qualcosa di piacevole e qualcosa di doloroso.
Pensiamo alla conclusione di un percorso importante: può esserci soddisfazione per il traguardo raggiunto e dispiacere per la fine di un’esperienza significativa. Anche un trasferimento scelto e desiderato può portare entusiasmo per ciò che comincia e nostalgia per i luoghi, le abitudini e le relazioni che cambieranno.
Alcuni passaggi familiari possono essere attraversati da vissuti altrettanto articolati. Vedere una figlia o un figlio diventare autonomi può suscitare orgoglio e, insieme, un senso di vuoto. Ricordare una persona cara può far emergere dolore per la sua assenza e gratitudine per ciò che ha lasciato nella nostra vita.
In situazioni come queste, le emozioni raccontano aspetti diversi della stessa esperienza: ciò che acquisiamo, ciò che cambia, ciò che continua ad avere valore e ciò da cui ci stiamo separando.
Emozioni miste e ambivalenza
Le espressioni emozioni miste e ambivalenza vengono spesso utilizzate come sinonimi, anche se indicano fenomeni in parte differenti.
Le emozioni miste riguardano la presenza di stati emotivi diversi, come gioia e tristezza.
L’ambivalenza descrive più precisamente la compresenza di valutazioni, desideri o orientamenti opposti verso la stessa persona, situazione o possibilità.
Possiamo, per esempio, desiderare di accettare una proposta professionale e sentire contemporaneamente il bisogno di proteggerci dai cambiamenti che comporterebbe. Possiamo voler recuperare una relazione e percepire anche una forte esigenza di distanza. Entrambe le direzioni possono avere un significato importante e farci sentire combattuti.
Gli studi sull’ambivalenza distinguono inoltre tra la presenza di aspetti positivi e negativi nella nostra valutazione e la sensazione soggettiva di conflitto che può derivarne. Una posizione complessa, quindi, può essere vissuta con intensità diverse a seconda della persona, del momento e delle conseguenze associate alla scelta.
Il desiderio di trovare una risposta unica
Quando emergono emozioni differenti, può comparire il bisogno di fare ordine rapidamente:
Se sono contenta, perché sento anche tristezza?
Se desidero questa opportunità, perché provo paura?
Se tengo a questa persona, come posso essere così arrabbiata?
Queste domande mostrano quanto siamo abituati a immaginare le emozioni come alternative: o provo una cosa oppure ne provo un’altra. Una parte dell’esperienza umana segue, invece, la logica dell’“e”.
Posso desiderare di andare avanti e sentire la mancanza di ciò che lascio.
Posso essere consapevole del mio valore e desiderare che venga riconosciuto.
Posso aver bisogno di stare sola e volermi sentire cercata.
Posso attraversare un periodo complesso e incontrare momenti di serenità.
La compresenza di vissuti diversi può risultare faticosa e, allo stesso tempo, raccontare la presenza di bisogni, legami, valori e significati importanti.
Ascoltare ciò che ciascuna emozione porta con sé
Accogliere la complessità emotiva significa provare a rivolgere attenzione a ciò che ogni emozione porta nell’esperienza.
La paura può richiamare un bisogno di sicurezza, di tempo o di maggiore preparazione. L’entusiasmo può esprimere desiderio, curiosità e apertura verso ciò che sta iniziando. La rabbia può segnalare un confine oltrepassato o qualcosa che consideriamo importante. La tristezza può accompagnare la consapevolezza di una perdita o di un passaggio che merita di essere attraversato con gradualità.
Questa esplorazione richiede cautela, perché una stessa emozione può assumere significati diversi a seconda della persona, della sua storia e del contesto. Le interpretazioni automatiche rischiano di ridurre a una formula un’esperienza che, invece, può avere bisogno di ascolto e tempo.
Possiamo allora domandarci:
Che cosa rende importante ciascuna delle emozioni che provo?
Quale bisogno, valore o significato sembra emergere?
Che cosa cambia quando concedo spazio a entrambe, prima di decidere come agire?
Le risposte possono maturare gradualmente. Comprendere ciò che sentiamo rappresenta spesso un processo, più che una soluzione immediata.
Anche il contesto influenza ciò che sentiamo
Il modo in cui viviamo, riconosciamo e interpretiamo le emozioni è influenzato anche dalla cultura e dai messaggi ricevuti nel corso della vita. Alcuni contesti valorizzano maggiormente la coesistenza delle contraddizioni, mentre altri incoraggiano una lettura più netta, nella quale un sentimento dovrebbe prevalere sugli altri. La ricerca ha rilevato differenze culturali nelle situazioni in cui le persone riconoscono e riferiscono emozioni miste.
Anche le aspettative sociali possono orientare il modo in cui giudichiamo ciò che proviamo. Un successo dovrebbe renderci soltanto felici, una scelta desiderata soltanto riconoscenti, la conclusione di un’esperienza difficile soltanto sollevati. Quando il nostro vissuto si discosta da queste attese, possiamo sentirci incoerenti oppure pensare di reagire nel modo sbagliato.
Riconoscere la varietà dell’esperienza emotiva permette di sostituire il giudizio con una curiosità più rispettosa, capace di considerare sia la persona sia il contesto nel quale ciò che prova prende forma.
Fare spazio alle emozioni e continuare a scegliere
Accogliere emozioni diverse significa riconoscerne la presenza e lasciare che contribuiscano alla comprensione della situazione. Le scelte restano possibili e possono diventare più consapevoli proprio quando tengono conto delle varie parti dell’esperienza.
In alcuni momenti una direzione apparirà chiara; in altri serviranno tempo, confronto e ascolto. Quando il conflitto emotivo diventa particolarmente intenso, si prolunga nel tempo o interferisce con la vita quotidiana, uno spazio psicologico può aiutare a esplorarlo con maggiore attenzione, tenendo conto della storia personale e della situazione vissuta.
Le emozioni contrastanti possono raccontare che ciò che stiamo attraversando possiede più di un significato per noi. Forse, allora, la domanda può cambiare: invece di cercare quale sia l’emozione giusta, possiamo chiederci:
Che cosa stanno provando a raccontarmi, insieme, le diverse emozioni che sento?
Vuoi approfondire questo tema da un’altra prospettiva?
In Abitare le parole ho raccontato come il film La vita è bella sia stato utilizzato in alcuni studi sulle emozioni miste e che cosa il cinema possa mostrarci sulla complessità dell’esperienza emotiva.
Leggi l’articolo su Substack → Quando un film ci fa sorridere e soffrire nello stesso momento
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