Negli ultimi anni il tema della salute mentale è entrato con sempre maggiore forza nel dibattito pubblico, in particolare nei contesti educativi e universitari. Molte ricerche evidenziano come studenti, studentesse e personale accademico vivano livelli elevati di stress, isolamento e pressione, spesso accompagnati da una difficoltà ad accedere a spazi di ascolto e supporto adeguati.
In questo scenario ho letto con grande interesse il materiale prodotto nell’ambito del progetto europeo HEARTS – Higher Education Action Response for Trauma Support, che propone un approccio innovativo alla promozione del benessere nelle università.
Il progetto mette a disposizione un manuale pratico-operativo liberamente consultabile online sul sito ufficiale:
https://heartsproject.eu
La pubblicazione è stata recentemente segnalata anche dal Cultural Welfare Center (CCW), realtà che da anni lavora per valorizzare il ruolo della cultura come risorsa per la salute e la qualità della vita delle persone e delle comunità.
Un approccio salutogenico al benessere
Ciò che rende particolarmente interessante il progetto HEARTS è l’approccio salutogenico che lo caratterizza.
Invece di concentrarsi esclusivamente sul disagio o sulla patologia, il progetto invita a spostare lo sguardo su ciò che genera benessere, resilienza e senso di appartenenza.
Il benessere non viene considerato soltanto come assenza di sofferenza, ma come il risultato di diversi fattori che includono:
- relazioni significative
- partecipazione sociale
- possibilità di espressione creativa
- senso di identità e appartenenza
- spazi di dialogo e condivisione
In questa prospettiva la cultura diventa una vera e propria infrastruttura di salute pubblica, capace di attivare processi di connessione, riconoscimento reciproco e costruzione di comunità.
Strumenti partecipativi e pratiche creative
Uno degli aspetti più interessanti del manuale HEARTS è la presenza di attività concrete e replicabili, pensate per essere utilizzate in contesti educativi ma facilmente adattabili anche ad altri ambiti.
Tra le pratiche proposte troviamo:
- teatro sociale, per esplorare collettivamente le esperienze di stress e le dinamiche sociali che le generano
- photovoice, metodo partecipativo che utilizza la fotografia per raccontare il rapporto tra persone e contesti di vita
- laboratori di riflessione e consapevolezza, orientati alla resilienza
- attività dimappatura delle risorse e delle barriere presenti nelle comunità
Si tratta di strumenti che permettono di trasformare l’esperienza individuale in processi di riflessione condivisa e di progettazione collettiva, aprendo spazi di dialogo e partecipazione.
Tra questi strumenti trovo particolarmente interessante Photovoice, una metodologia partecipativa che ho avuto occasione di utilizzare anche in alcune esperienze di facilitazione di gruppo e che considero particolarmente efficace per attivare narrazione, consapevolezza e partecipazione.
Attraverso la fotografia le persone sono invitate a raccontare luoghi, situazioni o momenti che rappresentano il loro vissuto, ciò che genera benessere oppure le difficoltà incontrate nel contesto in cui vivono. Le immagini diventano così un punto di partenza per narrazioni personali, riflessioni condivise e letture del contesto sociale.
È uno strumento molto potente perché permette di dare voce alle esperienze delle persone in modo accessibile e creativo, favorendo consapevolezza, partecipazione e dialogo all’interno dei gruppi e delle comunità.
Cultura e benessere: una connessione che attraversa il mio lavoro
La lettura del progetto HEARTS dialoga profondamente con il lavoro che porto avanti nei contesti culturali, educativi e comunitari.
Come psicologa del lavoro e delle organizzazioni progetto e conduco percorsi orientati alla promozione del benessere, allo sviluppo delle risorse personali e alla costruzione di legami significativi tra le persone.
In molte delle attività che conduco – gruppi di lettura condivisa, laboratori narrativi, percorsi psicoeducativi e attività di facilitazione – utilizzo strumenti che mettono al centro la parola, l’ascolto, la narrazione e la partecipazione.
Un esempio è il progetto LeggiAmo | Letture condivise a KM0, un gruppo di lettura comunitario nato nel quartiere Mirafiori Sud di Torino, in cui la lettura ad alta voce diventa occasione di incontro, dialogo e costruzione di appartenenza.
👉 https://www.luisellanuovo.it/leggiamo-letture-condivise-a-km0/
Nel tempo questa esperienza si è trasformata anche in un percorso di ricerca e digital storytelling comunitario, volto a raccontare le storie e le trasformazioni generate dal gruppo e a esplorare come lettura condivisa, narrazione e storytelling digitale possano favorire benessere emotivo, autoefficacia relazionale e senso di comunità.
È possibile esplorare il progetto di digital storytelling comunitario qui: https://www.canva.com/design/DAGjHOJmyrE/1BrB6ubL3xu4mFqJ_s79oQ/
Parallelamente, il lavoro sulla narrazione e sulla memoria ha trovato applicazione anche in altri contesti, come il percorso psicoeducativo La Scatola dei Ricordi, dedicato a persone anziane con decadimento cognitivo lieve-moderato.
In questo percorso la memoria autobiografica viene stimolata attraverso immagini, oggetti, profumi, musica e narrazione condivisa, con l’obiettivo di sostenere identità personale, partecipazione e qualità della vita.
In contesti molto diversi tra loro – gruppi di lettura, comunità territoriali, percorsi con persone anziane – emerge una costante: le storie, la narrazione e le pratiche culturali possono diventare strumenti potenti di connessione, riconoscimento reciproco e benessere.
Questi percorsi si configurano come spazi psicoeducativi orientati alla promozione del benessere, allo sviluppo di consapevolezza e alla valorizzazione delle risorse personali e collettive.
Oltre l’università: possibili applicazioni nei territori e nelle organizzazioni
Sebbene il progetto HEARTS sia pensato principalmente per il contesto universitario, molte delle attività proposte possono essere adattate facilmente anche ad altri ambiti.
Ad esempio:
- percorsi partecipativi in organizzazioni e contesti di lavoro
- laboratori in biblioteche e spazi culturali
- attività di gruppo in comunità territoriali
- percorsi di empowerment personale e professionale
- progetti di promozione del benessere nelle reti associative.
In tutti questi contesti le pratiche culturali, narrative e partecipative possono diventare strumenti preziosi per promuovere consapevolezza, dialogo e partecipazione.
Costruire comunità attraverso le parole
Uno degli insegnamenti più preziosi che emerge dal progetto HEARTS è che il benessere non è solo una questione individuale, è anche un processo collettivo, che riguarda il modo in cui costruiamo relazioni, spazi di ascolto e possibilità di partecipazione.
Creare occasioni di incontro, narrazione e riflessione condivisa significa contribuire a costruire comunità più consapevoli e inclusive. Ed è proprio in questi spazi – spesso semplici, informali e profondamente umani – che possono nascere nuove forme di benessere, per le persone e per i territori.
Se questi temi dialogano con il vostro lavoro o con i progetti della vostra organizzazione, sarò lieta di approfondire possibili percorsi, progetti o collaborazioni, nel rispetto dei contesti e dei bisogni specifici delle persone e delle comunità coinvolte.
